IL TRAINING AUTOGENO IN GRAVIDANZA

Training Autogeno in Gravidanza

Numerose indagini rivelano da tempo che esiste un'evidente differenza nel vissuto della gravidanza che viene sperimentato dalla donne che seguono un percorso significativo, individuale o di gruppo, di psicoprofilassi al parto.

Uno dei metodi più utili che può essere adottato efficacemente per mantenere un equilibrio ed una serenità emotiva, tra le naturali oscillazioni ormonali e le altrettanto normali insicurezze legate ai cambiamenti corporei, di abitudini e di ruoli, è indubbiamente quello del Training Autogeno che è stato preso in considerazione secondo diversi approcci e che spesso viene combinato con ad altre tecniche di rilassamento e di cosiddetta igiene e prevenzione psicologica pre-parto.

Approcci tradizionali per la preparazione al parto

Esistono numerose prospettive e conseguenti metodologie adottate per l'assistenza psicologica al parto sviluppate in diversi paesi del mondo. Tra esse il comune denominatore è l'uso di metodologie di rilassamento e di autogestione degli aspetti psicologici e fisici che in gravidanza possono essere fonti di stress e che possono aumentare il vissuto del dolore al momento del parto.

Uno dei più noti approcci sviluppati nei paesi anglosassoni è quello definito "metodo Read", anche noto come "parto senza paura" o più semplicemente "parto naturale". A strutturarlo è stato Grently Dick Read che lo ha centrato tutto sull'educazione e sulla riacquisizione di una prospettiva più naturale nei confronti del parto.

Egli infatti sosteneva che spesso le problematiche di paura, rifiuto o dolore che accompagnano la gravidanza in molte donne, e che alimentano disturbi psicosomatici anche persistenti, sono frutto di una educazione disadattiva alla gestazione, ricca di false convinzioni, di pregiudizi e centrata sulla trasmissione di racconti di esperienze deformati.

Read riteneva dunque che l'ansia del parto tende così ad aumentare la tensione in differenti aree muscolari di una donna in gravidanza, rendendola più sensibile al dolore e più propensa a respirare scorrettamente (aumentando ulteriormente il dolore e contrastando la dilatazione).

Un altro metodo per la preparazione al parto che è nato con l'obiettivo di preparare alla gestione psicofisica del dolore è il metodo sovietico-francese che si fonda sul concetto di apprendimento di Ivan Pavlov e sul meccanismo del riflesso condizionato che sono stati applicati al parto prima da diversi autori sovietici e poi dal francese Lamaze (1956).

Il fulcro originario del metodo è l'ipotesi che una donna, a causa della comune educazione all'idea del parto con dolore, finisce per creare all'atto del parto un binomio "contrazione-dolore" che diventa un riflesso artificiale.

Per contrastare la costituzione di questo riflesso in questo approccio si tende a fornire alla donna uno strumento ritenuto importante: la "respirazione alitante", che consiste nell'uso di un particolare ritmo del respiro superficiale e accelerato da associare ad un ritmo respiratorio che faciliti la fase espulsiva.

L'assistenza psicologica al parto con il training autogeno

Oggi, senza dubbio il metodo del Training Autogeno, associato ad altre tecniche e attività psico-educative, è la forma più diffusa di preparazione e di assistenza psicologica al parto adottata nel nostro paese.

Alcuni professionisti preferiscono adottare ancora gli efficaci esercizi della metodologia tradizionale di Shultz, mentre altri sono più propensi ad adottare il metodo sviluppato da Umberto Piscicelli, definito R.A.T., ossia Respiratory Autogenic Training.

Nel primo caso si adottano i sei esercizi del T.A. del ciclo inferiore dopo aver svolto l'esercizio propedeutico ed alcuni esercizi supplementari che possono essere scelti o coniati per affrontare le insicurezze e l'ansia legate al parto e alla maternità.

Nel metodo R.A.T. invece è stata sviluppata una procedura con degli esercizi speciali che hanno in comune con il T.A. di Shultz l'approccio al rilassamento con procedure che tendono a far generare in modo autonomo e attivo nella gestante il rilassamento, differentemente da ciò che avviene nei metodi che adottano delle eteroinduzioni impartite sistematicamente da un conduttore.

Il R.A.T. comprende sette esercizi che integrano tecniche respiratorie, esercizi di rilassamento progressivo e tecniche immaginative.

Le possibilità del training autogeno per le gestanti

Come per ogni metodo che viene adottato per la cura psicologica delle future mamme, anche il Training Autogeno, se condotto e seguito da un professionista esperto e seguendo un approccio idoneo alle necessità specifiche, dimostra di poter svolgere alcune funzioni importanti per la salute psicologica della gestante e del nascituro.

Esso infatti permette di attenuare le oscillazioni degli stati emotivi e di umore della futura mamma, che accompagnano spesso tutto il periodo della gravidanza ma anche le fasi che seguono il parto, svolgendo un'azione di protezione e di prevenzione delle problematiche più serie come i disturbi di ansia della gestante e la depressione post-partum.

L'impiego del Training Autogeno in gravidanza inoltre ha mostrato di agevolare la riduzione di tutti i disturbi della gravidanza che hanno una componente psicologica che può aumentarne il malessere percepito (es. nausea, vomito, insonnia, irritabilità, stitichezza, anomalie respiratorie e del ritmo cardiaco da ansia, sbalzi di pressione, stanchezza e dolori tensivi).

Questo metodo, da solo o associato ad altre efficaci tecniche di allenamento mentale, consente altresì di abituarsi a ridurre o a recuperare velocemente il dispendio energetico psicofisico, perché allena corpo e mente a tenere degli atteggiamenti e dei comportamenti che agevolano un minore dispendio di energie psicologiche e fisiche.

L'utilizzo di appositi esercizi supplementari di T.A. inoltre può aiutare a centrarsi soprattutto sulle funzioni positive che accompagnano i cambiamenti fisici della gravidanza che in questo modo possono essere vissuti in modo più positivo ed essere accettati e tollerati.

Questi benefici sono stati spiegati dalla capacità che le tecniche di controllo dello stress come il T.A. esercitano, al di là della possibilità da parte della gestante di adottarle anche al momento del parto.

Con l'esercizio infatti l'allenamento autogeno è in grado di stimolare anche la produzione di endorfine, particolari prodotti chimici del cervello che contrastano l'ansia e l'agitazione, favorendo anche il controllo dei dolori (es. sciatica o altri fastidi frequenti in gravidanza o normali nel post-partum) e il riequilibrio di messaggi nervosi come quelli che regolano la nausea gravidica e il vomito.

Al contempo esso attiva una diminuzione dell'attivazione del sistema nervoso vegetativo che viene prodotta attraverso la concentrazione autogena su stati mentali positivi che tende a produrre un graduale decremento risposte viscerali e muscolo-volontarie che si associano ai vissuti di tensione.

Tali risultati dimostrano naturalmente di essere tanto più efficaci quanto più la donna si impegna ad eseguire gli allenamenti nel corso della settimana e quanto più il professionista che conduce il percorso è competente sulle dinamiche mentali in gravidanza e post-partum.

Riferimenti bibliografici sull'argomento

– Balaskas J., 1983, Manuale del parto attivo: gli esercizi per arrivare al parto con la sicurezza e le energie necessarie, Red.

– Lamaze F., 1956, Il parto senza dolore mediante metodo psicoprofilattico, Enciclopedia Medica Chirurgica francese.

– Piscicelli U., 1991, Training Autogeno Respiratorio e psicoprofilassi ostetrica, Piccin.

– Read D.G., 1944, Childbirth without fear, Harper, N.Y.

– Sbriglio V.S., 1980, Psicoprofilassi autogena della maternità. Guida sinottica per le gestanti dei corsi di preparazione al parto con il "training autogeno" di J.H. Shultz, Cortina, Torino.

fonte: http://www.benessere.com/psicologia/arg00/training_autogeno_gravidanza.htm

IL TRAINING AUTOGENO IN GRAVIDANZA

Training Autogeno in Gravidanza Numerose indagini rivelano da tempo che esiste un'evidente differenza nel vissuto della gravidanza che viene sperim...

Indice

Training Autogeno in Gravidanza

Numerose indagini rivelano da tempo che esiste un'evidente differenza nel vissuto della gravidanza che viene sperimentato dalla donne che seguono un percorso significativo, individuale o di gruppo, di psicoprofilassi al parto.

Uno dei metodi più utili che può essere adottato efficacemente per mantenere un equilibrio ed una serenità emotiva, tra le naturali oscillazioni ormonali e le altrettanto normali insicurezze legate ai cambiamenti corporei, di abitudini e di ruoli, è indubbiamente quello del Training Autogeno che è stato preso in considerazione secondo diversi approcci e che spesso viene combinato con ad altre tecniche di rilassamento e di cosiddetta igiene e prevenzione psicologica pre-parto.

Approcci tradizionali per la preparazione al parto

Esistono numerose prospettive e conseguenti metodologie adottate per l'assistenza psicologica al parto sviluppate in diversi paesi del mondo. Tra esse il comune denominatore è l'uso di metodologie di rilassamento e di autogestione degli aspetti psicologici e fisici che in gravidanza possono essere fonti di stress e che possono aumentare il vissuto del dolore al momento del parto.

Uno dei più noti approcci sviluppati nei paesi anglosassoni è quello definito "metodo Read", anche noto come "parto senza paura" o più semplicemente "parto naturale". A strutturarlo è stato Grently Dick Read che lo ha centrato tutto sull'educazione e sulla riacquisizione di una prospettiva più naturale nei confronti del parto.

Egli infatti sosteneva che spesso le problematiche di paura, rifiuto o dolore che accompagnano la gravidanza in molte donne, e che alimentano disturbi psicosomatici anche persistenti, sono frutto di una educazione disadattiva alla gestazione, ricca di false convinzioni, di pregiudizi e centrata sulla trasmissione di racconti di esperienze deformati.

Read riteneva dunque che l'ansia del parto tende così ad aumentare la tensione in differenti aree muscolari di una donna in gravidanza, rendendola più sensibile al dolore e più propensa a respirare scorrettamente (aumentando ulteriormente il dolore e contrastando la dilatazione).

Un altro metodo per la preparazione al parto che è nato con l'obiettivo di preparare alla gestione psicofisica del dolore è il metodo sovietico-francese che si fonda sul concetto di apprendimento di Ivan Pavlov e sul meccanismo del riflesso condizionato che sono stati applicati al parto prima da diversi autori sovietici e poi dal francese Lamaze (1956).

Il fulcro originario del metodo è l'ipotesi che una donna, a causa della comune educazione all'idea del parto con dolore, finisce per creare all'atto del parto un binomio "contrazione-dolore" che diventa un riflesso artificiale.

Per contrastare la costituzione di questo riflesso in questo approccio si tende a fornire alla donna uno strumento ritenuto importante: la "respirazione alitante", che consiste nell'uso di un particolare ritmo del respiro superficiale e accelerato da associare ad un ritmo respiratorio che faciliti la fase espulsiva.

L'assistenza psicologica al parto con il training autogeno

Oggi, senza dubbio il metodo del Training Autogeno, associato ad altre tecniche e attività psico-educative, è la forma più diffusa di preparazione e di assistenza psicologica al parto adottata nel nostro paese.

Alcuni professionisti preferiscono adottare ancora gli efficaci esercizi della metodologia tradizionale di Shultz, mentre altri sono più propensi ad adottare il metodo sviluppato da Umberto Piscicelli, definito R.A.T., ossia Respiratory Autogenic Training.

Nel primo caso si adottano i sei esercizi del T.A. del ciclo inferiore dopo aver svolto l'esercizio propedeutico ed alcuni esercizi supplementari che possono essere scelti o coniati per affrontare le insicurezze e l'ansia legate al parto e alla maternità.

Nel metodo R.A.T. invece è stata sviluppata una procedura con degli esercizi speciali che hanno in comune con il T.A. di Shultz l'approccio al rilassamento con procedure che tendono a far generare in modo autonomo e attivo nella gestante il rilassamento, differentemente da ciò che avviene nei metodi che adottano delle eteroinduzioni impartite sistematicamente da un conduttore.

Il R.A.T. comprende sette esercizi che integrano tecniche respiratorie, esercizi di rilassamento progressivo e tecniche immaginative.

Le possibilità del training autogeno per le gestanti

Come per ogni metodo che viene adottato per la cura psicologica delle future mamme, anche il Training Autogeno, se condotto e seguito da un professionista esperto e seguendo un approccio idoneo alle necessità specifiche, dimostra di poter svolgere alcune funzioni importanti per la salute psicologica della gestante e del nascituro.

Esso infatti permette di attenuare le oscillazioni degli stati emotivi e di umore della futura mamma, che accompagnano spesso tutto il periodo della gravidanza ma anche le fasi che seguono il parto, svolgendo un'azione di protezione e di prevenzione delle problematiche più serie come i disturbi di ansia della gestante e la depressione post-partum.

L'impiego del Training Autogeno in gravidanza inoltre ha mostrato di agevolare la riduzione di tutti i disturbi della gravidanza che hanno una componente psicologica che può aumentarne il malessere percepito (es. nausea, vomito, insonnia, irritabilità, stitichezza, anomalie respiratorie e del ritmo cardiaco da ansia, sbalzi di pressione, stanchezza e dolori tensivi).

Questo metodo, da solo o associato ad altre efficaci tecniche di allenamento mentale, consente altresì di abituarsi a ridurre o a recuperare velocemente il dispendio energetico psicofisico, perché allena corpo e mente a tenere degli atteggiamenti e dei comportamenti che agevolano un minore dispendio di energie psicologiche e fisiche.

L'utilizzo di appositi esercizi supplementari di T.A. inoltre può aiutare a centrarsi soprattutto sulle funzioni positive che accompagnano i cambiamenti fisici della gravidanza che in questo modo possono essere vissuti in modo più positivo ed essere accettati e tollerati.

Questi benefici sono stati spiegati dalla capacità che le tecniche di controllo dello stress come il T.A. esercitano, al di là della possibilità da parte della gestante di adottarle anche al momento del parto.

Con l'esercizio infatti l'allenamento autogeno è in grado di stimolare anche la produzione di endorfine, particolari prodotti chimici del cervello che contrastano l'ansia e l'agitazione, favorendo anche il controllo dei dolori (es. sciatica o altri fastidi frequenti in gravidanza o normali nel post-partum) e il riequilibrio di messaggi nervosi come quelli che regolano la nausea gravidica e il vomito.

Al contempo esso attiva una diminuzione dell'attivazione del sistema nervoso vegetativo che viene prodotta attraverso la concentrazione autogena su stati mentali positivi che tende a produrre un graduale decremento risposte viscerali e muscolo-volontarie che si associano ai vissuti di tensione.

Tali risultati dimostrano naturalmente di essere tanto più efficaci quanto più la donna si impegna ad eseguire gli allenamenti nel corso della settimana e quanto più il professionista che conduce il percorso è competente sulle dinamiche mentali in gravidanza e post-partum.

Riferimenti bibliografici sull'argomento

– Balaskas J., 1983, Manuale del parto attivo: gli esercizi per arrivare al parto con la sicurezza e le energie necessarie, Red.

– Lamaze F., 1956, Il parto senza dolore mediante metodo psicoprofilattico, Enciclopedia Medica Chirurgica francese.

– Piscicelli U., 1991, Training Autogeno Respiratorio e psicoprofilassi ostetrica, Piccin.

– Read D.G., 1944, Childbirth without fear, Harper, N.Y.

– Sbriglio V.S., 1980, Psicoprofilassi autogena della maternità. Guida sinottica per le gestanti dei corsi di preparazione al parto con il "training autogeno" di J.H. Shultz, Cortina, Torino.

fonte: http://www.benessere.com/psicologia/arg00/training_autogeno_gravidanza.htm

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